20
Gen
10

Immigrati: ci rubano il lavoro?

È una frase che si sente in continuazione, che riempie la bocca di chi la pronuncia:
“Vengono qui a rubarci il lavoro”. In tempi di crisi economica uno slogan del genere svolge una doppia funzione per chi lo usa: acquisire consenso e, specialmente, scaricare tutto il malessere del popolo su un capro espiatorio che non può difendersi. La disparità tra il ricco padronato e l’intero popolo di lavoratori cresce ogni giorno di più. Il sistema economico liberista sottrae cibo ai più deboli e ingrassa coloro che le crisi le alimentano. Per i padroni sarebbe troppo pericoloso se tutti i milioni di disoccupati, precari e lavoratori alzassero la testa contro chi li sfrutta, contro chi non li paga abbastanza e regolarmente, contro chi li lascia a casa con figli e mutuo da pagare, contro chi evade e chi distrugge l’ambiente e uccide sul luogo di lavoro in nome del profitto. Il loro mondo può stare in piedi solo se chi sta sotto continua a lasciarsi dissanguare. Per mantenere il loro potere dovevano veicolare il malumore sullo straniero, e ci sono riusciti. Dopo aver scatenato la guerra tra i poveri i signori del capitale e della finanza guardano dall’alto soddisfatti e consapevoli di poter continuare a fare i loro interessi con leggi pro sfruttamento come la legge Biagi e con la sistematica cancellazione di decenni di conquiste sociali e diritti fondamentali. Se sono riusciti a far passare l’idea che la flessibilità era un opportunità allora potranno farci credere qualsiasi cosa.
La mancanza di occupazione però c’è davvero ma non è causata dallo straniero. La colpa è solo dell’imprenditore e dello stato che non provvede a risolvere problemi cronici di questo paese come il lavoro nero, la mancanza di sicurezza e lo sfruttamento. Problemi nati dalla logica liberista che si basa sul conseguimento del profitto ad ogni costo. Al padrone non interessa la salute e il benessere del proprio operaio. Se potesse disporre di schiavi sfrutterebbe pure quelli, se la legge gli consentisse di usufruire liberamente del lavoro minorile lo userebbe. Il fine giustifica i mezzi quando si tratta di profitto.
Un italiano assunto regolarmente con una paga adeguata al costo della vita ed inserito in un ambiente lavorativo salubre e sicuro non permetterebbe l’acquisto dello yacht e della Ferrari ma solo di una banale Mercedes e della villetta in montagna. Inoltre con il costo di un italiano si pagano tre “negri”.
La responsabilità delle disastrose condizioni dell’Italia è solo di chi guadagna da tutto questo meccanismo e non dello strumento utilizzato. Prendersela con i neri, i marocchini e gli slavi significa attaccare una versione meno costosa di noi stessi. Per migliorare la situazione di entrambi dovremmo allearci e combattere contro chi ci vuole divisi e sottomessi e contro chi considera i lavoratori una merce, una voce di spesa da minimizzare nel bilancio aziendale. Dobbiamo pretendere di avere diritti, salute e dignità e questo è possibile solo con una redistribuzione della ricchezza sottratta e un maggior controllo dell’economia da parte dello Stato.

Annunci

1 Response to “Immigrati: ci rubano il lavoro?”


  1. 1 marghecbvd
    24 gennaio 2010 alle 03:30

    finalmente sono riuscita a concludere questo log di merda. e mi hanno pure cambiato username hahaha..beh inizio a commentare subito!!
    cmq,bello questo post,e c’è purtroppo molto da dire al riguardo.
    se “con il costo di un italiano si pagano tre “negri”” ,allora non dimentichiamoci che sono cinque gli algerini che si posson allo stesso modo pagare,oppure dieci i cinesi che così silenziosi e taciturni si mettono davanti ad una macchina e sono capaci di lavorare 12 ore di fila.
    Non è di sicuro il padrone a perdere qualcosa: se l’impiegato,l’operaio si lamenta delle proprie condizioni è ovvio che di certo non verrà supplicato di restare.
    al giorno d’oggi,..con la crisi..ma anche senza crisi,la condizione della gente è peggiore di quanto crediamo: ci si mette poco,pochissimo,a rimpiazzare un operaio rompiscatole con il classico padre di famiglia immigrato all’estero ,disoccupato, che è disposto a farsi spremere solo per spedire a casa un po di soldini.
    Sono fortemente convinta che tale situazione sia sempre stata cosi.
    non credo che l’immigrazione sia un fenomeno che sia emerso con tanto vigore solo in questi anni.
    ai nostri nonni,con la valigia di cartone,in spagna,svizzera,america,germania..nessuno ci pensa?
    i problemi di allora,quale una difficile integrazione,razzismo,soprusi,ingiustizie varie,sono i problemi di oggi.
    mi chiedo solo un’unica cosa: agli inizi del novecento si può dire che il mondo,la civiltà,non aveva raggiunto il livello organizzativo attuale.e quindi erano giustificabili certi problemi e certe conseguenze legate al fenomeno dell’immigrazione.
    ma come mai ragazzi,considerando l’italia,se in val di non gli immigrati che sono circa 7000 vengono pagati minimo 7 euro all’ora..a rosarno lavorano il doppio e vengono pagati meno della metà? mafia? beh,nel nostro adorato paese quando viene a sottolinearsi un problema si trova comodo il fatto di potere dar sempre colpa alla mafia. ed alla gente piace adagiarsi di fronte a tale piaga invulnerabile del nostro stivale dando la colpa a sua volta allo stato ed alla inadeguata organizzazione.


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: